Prestiti velocissimi per badanti: migliori prodotti, offerte del 2022 per badanti

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Prestiti convenienti per badanti: come guardare il TAN e il TAEG

Quando parliamo di prestiti convenienti o agevolati ci riferiamo a prestiti che vengono concessi dai creditori a cui anche gruppi svantaggiati hanno accesso. Parliamo di persone che hanno da poco perso il lavoro, ad esempio devono esibire il TFR per ottenere tali prestiti. Ad esempio, se abbiamo persone in più, aiutanti familiari e badanti, si ha il diritto ad utilizzare una formula di credito diversa. Progettato per soddisfare le esigenze di tali clienti. In questi casi, il tasso di interesse, il TAN e il TAEG sono generalmente fissi. Ciò significa che la rata mensile da pagare ha lo stesso importo uguale in tutti i mesi fino alla data di rimborso del debito. Per calcolare il tasso di interesse netto per ogni mese basta seguire una semplice formula: R = I x 100: C x T; dove R è il tasso di interesse, I è l’interesse stesso, C è il capitale e T è il tempo (in anni).

Quali documenti devo produrre per richiedere un prestito per badante?

Sebbene si tratti di piccoli prestiti veloci, l’importo finanziabile non è troppo elevato, ma la banca ha bisogno di una garanzia. Quando questi non sono sufficienti, può richiedere la presenza del garante. Le banche, infatti, devono assolutamente tutelarsi dai casi di fallimento.

A tal fine, il potenziale debitore deve allegare alla domanda documenti accurati. Solitamente comprende la presentazione di CUD, 730 o dichiarazione dei redditi, cedolino della pensione, contratto di lavoro part-time o full-time. Inoltre, tutti i candidati devono essere maggiorenni e non avere più di 75 anni. Per quanto riguarda le badanti, devono esibire un contratto attestante la loro regolare attività di colf. Se siamo stranieri è importante anche avere un permesso di soggiorno. La cittadinanza vale ovviamente per le badanti italiane. Non abbiamo ancora concordato che anche il reddito esterno sia importante. Infatti, per quanto riguarda il reddito dei lavoratori domestici, questo deve essere interamente generato, o in misura maggiore in Italia.

Innanzitutto è necessario distinguere tra assistenza familiare italiana e straniera. Quest’ultimo, infatti, richiede più documenti e condizioni. In primo luogo, se provengono da un Paese della Comunità Europea, devono avere la residenza principale in Italia.

Il caregiver deve inoltre fornire documenti sufficienti per dimostrare il proprio luogo di residenza. Inoltre, per quanto riguarda il reddito di assistenza familiare, questo deve essere generato interamente, o in percentuale più elevata in Italia. Infatti, anche se risiedono in Italia, i caregiver che lavorano all’estero non possono avviare tale finanziamento. Nella lista abbiamo elencato anche il terzo requisito molto importante per ottenere prestiti per l’assistenza familiare all’estero, ovvero il permesso di soggiorno. Infatti, la persona che richiede un prestito deve essere assolutamente solvibile. Ovviamente le persone nate in un Paese appartenente all’Unione Europea non necessitano di alcun permesso di soggiorno.

La cessione del quinto quando si è badanti: come ottenerlo?

Cosa significa prendere in prestito con la cessione del quinto? Si tratta, infatti, di prestiti che vengono rimborsati a rate, e l’importo del rimborso non supera un quinto dello stipendio del singolo. Ad esempio, se il reddito della badante è di 1.000 euro ed è registrato in banca con uno stipendio o il 730, la rata non può superare un massimo di 200 euro. Inoltre si tratta di un prestito molto diffuso tra i dipendenti pubblici ma anche privati. Per questo motivo tale prestito è molto vantaggioso e sicuro per chi ha una busta paga.

Dopo aver detratto un quinto del nostro stipendio, il datore di lavoro deve versare direttamente quella parte dello stipendio alla banca, così che il lavoratore badante non deve versare personalmente la rata. Pertanto, il denaro gli viene corrisposto con il valore netto della rata. Se invece siamo stati assunti di recente, ottenere una cessione del quinto dello stipendio potrebbe essere molto più difficile. La banca deve avere una garanzia e poter contare su di noi per rimborsare l’importo del finanziamento.

Consigli finali e conclusioni

Hanno diritto al credito le badanti o le collaboratrici familiari di italiani o stranieri. Se secondo il contratto regolare, possono usufruire della comoda assegnazione del quinto dello stipendio per coprire il pagamento del debito. Al fine di fornire garanzie alle banche, in alcuni casi il profilo del garante può essere messo in dubbio anche dalla banca. Si tratta di tutelare debitori e banchieri. Nel primo caso, quando il debitore si trova in una situazione economica difficile, paga per conto del debitore, nel secondo caso fornisce protezione alla banca nel non vedere corrisposti i loro interessi creditori. Se la domestica è straniera, deve presentare documenti di richiesta di prestito più dettagliati. Il suo reddito deve essere ottenuto interamente in Italia, senza reddito estero. Inoltre il permesso di soggiorno è un documento determinante, senza il quale non si può avviare la pratica per nessun motivo. Ovviamente la banca non emetterà prestiti, né fornirà garanzie alla persona. I tassi di interesse sono generalmente agevolati e possono essere richiesti comodamente da casa.

Infine ci teniamo sempre a consigliare ai nostri lettori di eseguire delle ulteriori ricerche in merito all’argomento dei prestiti per badante. Infatti questa categoria può essere inquadrata in diversi modi, essendo una figura che può lavorare sia come dipendente per una famiglia, che come libero professionista con partita iva. Di conseguenza dal suo inquadramento giuridico e fiscale, derivano una serie di conseguenze in merito al prestito che può essere richiesto. Come dipendente può facilmente ottenere una cessione del quinto o semplicemente un prestito personale, apportando come garanzia il proprio reddito derivante dalla busta paga. Come libero professionista invece il badante non può ottenere la cessione del quinto, tuttavia vi sono tante altre formule a cui può ricorrere ponendo a garanzia il reddito dei suoi ultimi anni, ne deriva che alla banca bisogna allegare uno storico delle proprie entrate piuttosto ampio e solido, a testimonianza del fatto che in futuro quella solidità nel reddito ti permetta di ripagare il prestito, altrimenti come dicevamo dovrai ricorrere al garante, cosiddetto fideiussore.

Inoltre è sempre bene affidarsi ad un professionista laddove dovessimo avere dei dubbi in merito alla questioni di prestiti o finanziamenti. Un avvocato specializzato in materia può sicuramente fare al caso vostro.