Prestiti velocissimi: fino a che età è possibile richiederli?

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Dopo ogni richiesta di prestito, le società finanziarie sono chiamate a decidere la sorte di ciascuna delle istanze pervenute.

Ma come vengono prese decisioni così importanti?

In genere vengono considerati una serie di parametri che risultano essere determinanti nell’approvazione o meno delle varie pratiche. Quelli fondamentali a cui in genere viene dato maggiore peso sono:

  1. L’età.
    Più si è in età avanzata più si sarà soggetti a restrizioni nelle concessioni di capitale.
  2. La tipologia dell’impiego.
    Occorrerà una rendita sicura che dia garanzie per la restituzione del prestito.
  3. La garanzia creditizia.
    Se in passato si sono avuti problemi nella restituzione di un qualche prestito la richiesta di uno nuovo potrebbe presentare problemi.
Ovviamente ciascuna finanziaria può interpretare diversamente questi criteri, dando loro significati e valori differenti, comunque sempre in sintonia con le linee guida dettate dalla Banca d’Italia.

In questo articolo cercheremo di capire come l’età possa influire su una richiesta di prestito veloce, e fino a quanti anni anagrafici sia fattibile ricevere un finanziamento.

Come influisce il fattore età sui prestiti

Perché il fattore età è così importante quando si richiede un prestito?

Beh! Ci sono almeno tre componenti che determinano l’importanza di questo fattore:

  1. L’aspettativa di vita
  2. L’aspetto salutistico
  3. L’ammontare dell’eventuale pensione

Nel primo caso i dati Istat ci dicono che l’aspettativa di vita è di circa 81 anni per gli uomini e 85 anni per le donne.

Questi numeri vengono tenuti in considerazione non poco all’atto di una qualsiasi richiesta di prestito. Più ci si avvicina a questi limiti più risulterà complicato ottenere l’agognato finanziamento.

Da non sottovalutare il secondo dei punti del nostro elenco: L’aspetto salutistico. Infatti più ci si avvicina a limiti di età elevati, più si sarà soggetti a rischi di malattie gravi, che comprometterebbero significativamente la possibilità di restituzione del prestito.

Il terzo punto della lista è un dato di fatto: cioè gli anziani hanno rendite inferiori rispetto ai più giovani. Infatti un pensionato percepisce una cifra sicuramente inferiore rispetto allo stipendio lavorativo ricevuto in precedenza dallo stesso individuo. Quindi risulterà per lui essere più complicato l’accesso al credito.

Come calcolare l’età massima per un prestito veloce

Certo quando si va a richiedere un prestito veloce l’età ha il suo peso, purtuttavia le statistiche di questi ultimi anni ci dicono che una buona percentuale di coloro che richiedono e ottengono un finanziamento sul web ha superato i 65 anni. Da questo deduciamo che l’età è un fattore importante, ma non determinante nell’ottenimento di un prestito.

Facendo una rapida ricerca sulle opportunità di finanziamento offerte dal web ci accorgiamo che prima dei 75 anni (fornendo le adeguate garanzie) è relativamente semplice ottenere un prestito.

Ma attenzione!

Il limite di 75 anni non va letto come età massima per fare la richiesta, ma come limite anagrafico che deve possedere il cliente al momento dell’estinzione del debito.

Ovviamente ogni istituto finanziario propone i propri piani di finanziamento con i criteri di età che ritiene più convenienti al proprio business plan. È per questo motivo che diverse banche online sono disposte a concedere prestiti anche a persone over 75. Chiaro che per questo genere di pratiche cresce il fattore di rischio proporzionalmente all’età, e con questa si elevano anche i tassi d’interesse applicati.

Garanzie sui prestiti veloci in età avanzata

Da quanto finora detto si evince che nel momento in cui si richiede un prestito in età avanzata il cammino da percorrere non sarà comunque agevole. La finanziaria, proprio per ridurre i rischi di insolvibilità, chiederà sicuramente delle garanzie robuste.

Una di queste sarà certamente una pensione proporzionata ad una corresponsione agevole delle rate. Più l’età risulterà matura, più dovrà essere importante la pensione percepita, visto che i tassi applicati al prestito andranno a crescere con l’età.

C’è da dire che al crescere di quest’ultima si tenderà a comprimere i tempi di estinzione del debito: il protrarsi del finanziamento sarebbe un rischio troppo elevato di insolvenza. In questo caso le rate verranno gonfiate proporzionalmente al periodo di compressione temporale. Questo è un altro dei motivi per cui all’anziano verrà richiesta una buona disponibilità finanziaria.

Molte finanziarie possono richiedere inoltre, a causa dell’età avanzata, la sottoscrizione di polizze che coprano l’eventuale insolvenza per cause salutistiche o di sopraggiunta morte. Ovviamente i costi, potrebbero subire in questo caso un drastico aumento.

Infine non è raro che, proprio in considerazione dei rischi dovuti all’età avanzata, la banca richieda, a garanzia, l’ipoteca di beni posseduti dal richiedente o da un garante terzo.

Prestiti con cessione del quinto fino ai 90 anni

La cessione del quinto, ad oggi, rappresenta la tipologia di prestito più diffusa fra i pensionati e i lavoratori dipendenti in genere. Il nome deriva dal fatto che le rate di restituzione del prestito non possono superare il 20% dell’ammontare dello stipendio (o pensione), cioè un quinto.

Scorrendo su Internet l’elenco di diverse finanziarie online ci si accorge facilmente che grazie a questa tipologia di prestito l’età massima di accesso al credito si è innalzata notevolmente. Addirittura molte banche online danno il limite di 90 anni.

Ma com’è possibile parlare di un limite tanto elevato?

Semplice, in primo luogo quando si dice 90 anni si intende l’età di chiusura del contratto di finanziamento. Quindi se questo ha la durata di dieci anni, il prestito potrà essere richiesto al massimo a 80 anni. Se invece dura 5 anni, il limite sarà 85 anni.

In secondo luogo chi sceglie di richiedere un prestito con la formula della cessione del quinto, deve obbligatoriamente stipulare una polizza che tuteli la banca dal rischio di morte prematura. È per questo che non è affatto raro trovare finanziarie disposte a far credito anche agli over 80.

A questo punto la maggior parte del rischio risulterà essere a carico delle compagnie assicurative convenzionate, le quali si preoccuperanno di applicare costi progressivamente più alti in base all’età del richiedente.

Prestito vitalizio ipotecario, per tutte le età.

Chiunque abbia superato il sessantesimo anno di età può far richiesta alle varie banche e finanziarie, presenti sul territorio e in rete, di usufruire di questa particolare forma di credito.

Il PVI (Prestito vitalizio ipotecario) consiste nel porre a garanzia di un prestito, la proprietà di un immobile, concedendo al richiedente di mantenere il diritto di abitabilità dello stesso. Si tratta di un prestito a medio-lungo termine che può consentire, anche a chi non è titolare di pensione o altre entrate fisse, di accedere ad un finanziamento cospicuo.

La particolarità che rende il PVI unico nel suo genere è che la restituzione della somma prestata non viene rateizzata, ma restituita interamente post mortem in un’unica tranche. Saranno gli eredi che dovranno provvedere alla resa del capitale (con annessi gli interessi prestabiliti dal contratto), pena la cessione a titolo definitivo della proprietà ipotecata.